mercoledì 24 agosto 2011

Limitazioni che rallentano o rendono difficoltosa la didattica e lo studio con un Tablet PC

Spesso sono le stupide limitazioni che rovinano l'esperienza d'uso della tecnologia in ambito didattico: Tablet PC costosi o difficilmente acquistabili, dispositivi mal progettati o dotati di bassa autonomia… od una Università che castra la connessione WiFi bloccando SkyDrive e le Microsoft Office WebApps.


Rientrato all'Università dopo la pausa estiva (pausa dell'Università ma non mia visto che ho passato agosto a lavorare) non posso che constatare un notevole peggioramento del servizio WiFi offerto agli studenti dall'Università Cattolica del Sacro Cuore: è ora impossibile accedere ai propri documenti Office salvati nel proprio spazio SkyDrive e quindi anche di sincronizzare i propri quaderni OneNote.

La rete senza fili dell'Università Cattolica ha una storia abbastanza breve, essendo stata creata solo da pochissimi anni, in netto ritardo rispetto a tutti gli altri atenei milanesi. Se all'inizio l'offerta era limitata negli spazi ma non nei contenuti (era infatti possibile accedere a qualsiasi parte di Internet, proprio come dal PC di casa, e scaricare/inviare liberamente la posta con Outlook; unico blocco era quello ai programmi P2P) con il passare del tempo l'offerta si è ridotta in modo sempre maggiore. Per prima cosa è stato tolta la possibilità di scaricare/inviare la posta fuori dal browser internet; in un secondo momento è stata creata una rete di limitazioni sempre maggiori ai contenuti disponibili: filtri di vario tipo hanno bloccato molte pagine, tra cui i più noti giochi online come Farmville o Angry Birds Chrome, ma anche i siti che parlavano di videogiochi (e dato che io sto scrivendo una tesi sui videogiochi vi lascio immaginare quanto sia piacevole la cosa nel momento in cui cerco informazioni non provenienti da studi ufficiali).

Con la pausa estiva si è aggiunto un ulteriore blocco: i programmi di Office 2010 non possono più accedere allo spazio Windows Live SkyDrive e, quindi, i contenuti non possono essere scaricati, modificati e sincronizzati.
Cosa significa questo? Semplicemente che, se non avessi un Fujitsu Lifebook T901 dotato di scheda GOBI 3000 integrata, non avrei modo di accedere alla mia tesi che, lavorando su una molteplicità di Tablet PC diversi, conservo nel mio spazio SkyDrive in modo da aver sempre disponibile su qualsiasi macchina l'ultima versione del documento.

Personalmente trovo queste limitazioni stupide quanto irragionevoli. Nel momento in cui il regolamento d'uso della rete mi impone certi standard di condotta, e nel momento in cui per accedere alla rete mi presento con il mio numero di matricola ed una password riservata i filtri non servono. Se qualcuno fa qualcosa che non deve fare, semplicemente si prendono provvedimenti contro di lui. Bloccare la rete come l'Università Cattolica sta facendo, invece, significa semplicemente voler offrire un servizio di scarsa qualità.

5 commenti:

mrexclusive ha detto...

lo sono uno studenti della facoltà di Odontoiatria e Protesi Dentaria della Sapienza di Roma. Ho acquistato il mio tm2 ad aprile circa, e prima di allora non mi era mai servita ma rete wIFI, quindi non mi ero reso conto dell'assenza di questa. successivamente sono venuto a conoscenze a una rete wIFI c'era, ma era a disposizione esclusivamente del corpo docenti. Ho parlato un po' con i miei colleghi, anche di anni diversi dal mio, e così abbiamo fatto una richiesta formale al preside della facoltà; la sua risposta è stata: al momento non ci sono soldi e cena wIFI costerebbe troppo... Che dire! Ad ogni modo non mi arrendo e appena ricominciano le lezioni porterò avanti questa sfida: non esiste che in una facoltà di elite come la mia in quanto a numero di iscritti e tante altre cose, e dove è già presente una rete WIFI, però solo per docenti, mi rispondano non abbiamo i soldi.

Anonimo ha detto...

"facoltà d'elite"... condivido lo spirito della tua dichiarazione, ma i termini che usi non mi
sembrano adeguati... voglio dire, rivendicare l'elitarietà degli studi universitari non fa che confermare a certi appartenenti del corpo docenti il fatto che tutto possono e nulla devono.

Io sono in mezzo alla tempesta, sono laureato (3+2), specializzato, tirocinato, iscritto all'ordine e pronto per essere superivsore di tirocinanti a mia volta, sono al termine del dottorato (ho portato avanti lezioni dodici crediti formativi quest'anno) e probabilmente la mia borsa di studio / ricerca non verrà prorogata, quest'anno... allora, che fare? Avete stra-ragione, eppure è vero che non ci sono fondi e non si investe.

Per inciso basta considerare qual'è la mail dei dottorandi a Parma, ovvero "xxx@nemo.unipr.it". Naturalmente "nemo" sta per "nessuno" perchè non contiamo un c@xxo!

Questo per dire che sono per il wi-fi libero in università (le limitazioni a cui allude il Custode sono assurde), ma i problemi vanno ben oltre, purtroppo.

mrexclusive ha detto...

quando ho scritto il mio commento ero consapevole di poter creare più di una polemica, e questo mi ha stiimato ancora di più nello scriverlo e nell'usare certe parole "provocatorie". comunque, per rispondere al tuo commento: secondo me tutti gli studi universitari dovrebbero essere d'elite, nel senso che trovo troppo dispendioso e anche che sia uno spreco il fatto che alcune facoltà come giurisprudenza, economia o ingegneria abbiano al primo anno 2000 iscritti, al secondo 1500 al terzo 1000 e così via fino ad arrivare al quinto anno dove ci sarannp un centinaio di iscritti ( parlo di iscritti non fuoricorso)... lo studio è un diritto ma avere dei diritti significa anche avere dei doveri e delle responsabilità, non significa essere dei parassiti perchè si vuole stare a casa di mamma fino a trenta anni con la paghetta... quanti soldi in più ci sarebbero. E non scordiamoci che in Italia l'università si può dire sia gratis in quanto a tasse.
Poi c'è un'altra realtà: ossia la realtà degli studenti
meritevoli, ma che a causa di un sistema corrotto, di professori baroni che non vanno in pensione neanche dopo morti, di nipotismi, di parenti di, si ritrovano a 30-35 anni, dopo una laurea, una specialistica, vari master e un dottorato, che non possono più essere assunti dall'università perchè non ci sono posti da ricercatore per non parlare di quelli da professore.
infine vorrei dire un mio parere, del tutto personale, che non è rivolto a nessuno in particolare: andare all'università non significa studiare ciò che ti piace; l'università è l'ultimo gradino formativo di preparazione al mondo lavorativo. e se già lo sai quando ti iscrivi che con quella laurea non troverai lavoro, pensaci un pò di più perchè si tratta del TUO futuro, e non tocca agli altri costruirtelo. Mio nonno mi raccontava e ogni tanto mi racconta ancora la sua stori: il tempo trscorso nel braccio della morte delle Murate di Firenze, gli anni del campo di concentramento, il dopoguerra, il padre in carcere, una famiglia distrutta... e mi racconta di come nonostant tutto lui ha combattuto: ha rinito la famiglia, ha creto un'azienda che tutt'ora, malgrado le difficoltà del momento storico, permette alla mia famiglia di vivere. mi racconta di com'era l'Italia fino a 20 anni fa. Io quel periodo non l'ho vissuto, e direi anche per fortuna, e mi basta pensare a quello che era fino a qualche anno fa l'Italia e il mondo per dire che effettivamente le cose vanno molto meglio, ma si, vanno anche migliorate. Questo per dire: siamo più responsabili delle proprie scelte e azioni e facciamo meno affidamento agli altri.

Anonimo ha detto...

Sono sempre io, l'anonimo di prima...

Non volevo attaccarti a livello personale, ognuno la pensa come vuole, ma proprio non condivido il tuo modo di riflettere sull'università.

Se il modello elitario avesse funzionato in Italia ci sarebbero altre università private, oltre alla Bocconi, a capitalizzare le iscrizioni a scapito di quelle pubbliche. In Italia invece privato non significa migliore (neppure peggiore, ci mancherebbe).

Con questo per me il WI-FI in università è qualcosa per cui lottare, da pretendere quasi, dato l'indubbio aiuto a livello formativo che può dare agli studenti.

Ma sostenere che l'assenza di WI-FI è uno scandalo in quanto l'università dovrebbe essere d'elite... bè è assurdo, e anzi controproducente.

Mi si permetta una considerazione personale: sinceramente non mi piace che qualcuno mi faccia la predica perchè ho scelto un determinato percorso di studi... non facevo la lagna perchè non ho un impiego o una borsa di ricerca, sono un professionista abbastanza conosciuto da non aver problemi di sorta. Quello che mi allarma è la fuga di persone, di cervelli, dall'università, sempre più in mano da una parte ai vecchi baroni che però non necessitano più di aggiornarsi, dopo 30anni di carriera accademica, ed a giovani che al termine del loro percorso, quando inizierebbero veramente a poter dare qualcosa alla ricerca, abbandonano per cercare fortuna altrove... Avete per caso notato il turn over degli assistenti nei nostri atenei? Quando sono poco più per portaborse, quando il loro contributo alla ricerca ed alla didattica non può che essere quello di giovani inesperti questi abbondano, poi man mano che i giovani crescono capiscono sempre di più quanto stretti e soffocanti siano i confini delle università italiane...

Tutto qui.

Tornando in topic ho cercato di portare i tablet a lezione (ho un TM2 anch'io), di creare un approccio più interattivo con li studenti, ma data la mia specializzazione (sono psicologo del comportamento) non ho avuto un'esperienza troppo risolutiva, con un normale pc avrei potuto fare grosso modo le stesse cose.

Il wi-fi invece è pressochè indispensabile in moderno ateneo, consentendo agli studenti di cercare gli approfondimenti necessari, fare ricerche bibliografiche e tutto il resto, per cui è criminale non avere un accesso senza fili alla rete (tantopiù nel 2011).

Anonimo ha detto...
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