martedì 3 febbraio 2009

IL TABLET PC: UNO STRUMENTO PER LA DIDATTICA CHE MUOVE I PRIMI PASSI IN BOCCONI

Giovedì 29 gennaio si è svolto in Università Bocconi un seminario tenuto dai professori Guido Osimo e Michele Impedovo con titolo "Il TABLET PC: uno strumento per la didattica".


Per due ore è stato presentato ai membri del Dipartimento di Scienze delle Decisioni un progetto avviato nei mesi scorsi da alcuni membri del dipartimento in collaborazione con ASIT, progetto che ha visto i professori Osimo ed Impedovo acquistare quattro Tablet PC (due Latitude XT, di cui uno regalato da Dell, un Toshiba M750 ed un Lenovo ThinkPad X200 Tablet) grazie ad un finanziamento di 5000 euro da parte dell'Università Bocconi.

I tablet sono stati utilizzati a lezione, al posto della classica lavagna accoppiata al proiettore, nell'ultima parte del primo semestre di lezione e saranno usati in modo massiccio durante i corsi del secondo semestre. Oltre ai Tablet PC acquistati sono stati presentati anche gli strumenti utilizzati, Windows Journal e Microsoft Office OneNote 2007, e le modalità di lavoro, presentando anche la possibilità di fornire agli studenti il materiale prodotto a lezione ed eventualmente di registrare la lezione con programmi come Camstasia. Sono stati ben evidenziati i vantaggi immediati dell'uso del Tablet PC a lezione, che consente l'uso delle presentazioni PowerPoint affiancate da una lavagna digitale ad immeditata disposizione del docente e dotata di spazio infinito e capacità di interazione con i più vari programmi matematici, ma anche le problematiche e le difficoltà che un docente si trova ad affrontare tentando di utilizzare uno strumento in aule che di fatto non sono concepite per questi strumenti e che quindi necessitano di una certa "messa a punto" prima della lezione.
Il lavoro e le esperienze di utilizzo sono state messi davanti alle critiche ed alle domande della ventina di docenti presenti. La fase di dibattito si è configurata molto partecipata ed interessante, in quanto sono emerse in modo evidente le preoccupazioni dei docenti che per la prima volta si avvicinano a questi strumenti, mostrando tuttavia una situazione per alcuni punti desolante.

Da parte di alcuni docenti è emersa la presenza di quello che aveva già citato il professor Gobbino nell'intervista che ho pubblicato a novembre e che altro non è se non il "complesso di Frankenstein", ben descritto da quell'enorme scienziato e sublime scrittore che era Asimov, ovvero la paura di essere distrutti dalla propria creazione. Alcuni docenti erano infatti preoccupati relativamente alla possibilità di diventare inutili, in quanto nel momento in cui la lezione viene registrata in audio e video, l'anno seguente non ci sarebbe più bisogno del professore ma basterebbe avviare la registrazione per soddisfare le esigenze degli studenti. Una preoccupazione a mio parere sconvolgente, in quanto questi professori stavano di fatto affermando di non riuscire a dare con la loro persona nessun valore aggiunto alla spiegazione.

La paura principale relativa al Tablet PC era tuttavia legata alla possibilità di fornire agli studenti il materiale prodotto a lezione o la lezione registrata, possibilità che tecnicamente avrebbe il fine di favorire lo studio. Un gruppo significativo dei docenti presenti era infatti enormemente preoccupato dalla possibilità di quello che è stato definito uno "svilimento dell'apprendimento autonomo": secondo questi docenti, lavorare con il Tablet PC, registrando le lezioni e fornendo agli studenti le registrazioni delle lezioni, spingerebbe gli studenti a ridurre lo studio domestico del libro o addirittura ad evitarlo completamente durante la preparazione dell'esame, preferendo le registrazioni e gli appunti al volume teorico di riferimento. Questo pensiero era legato anche alla possibilità di inserire su internet le registrazioni e gli appunti, che essendo "registrati in diretta" potrebbero contenere errori dei docenti, e che, ad opinione di alcuni di questi docenti, potrebbero spingere gli studenti, che hanno abbandonato il libro e si affidano per lo studio solamente al materiale fornito, ad imparare alcune nozioni in modo errato. Secondo questi docenti sarebbe quindi necessario un lungo lavoro di montaggio delle lezioni registrate, in modo da eliminare elementi potenzialmente devianti, ed una riduzione dell'uso dei Tablet PC solamente nei corsi di base che non richiedono in modo particolare lo studio teorico su libri.

Non conosco i programmi dell'Università Bocconi né le modalità d'esame, ma personalmente trovo che queste preoccupazioni siano infondate, in quanto dal mio punto di vista uno studente universitario che prepara l'esame senza nemmeno leggere il libro di riferimento non merita altro che una rapida bocciatura e la calda raccomandazione di lasciare l'università ed andare a trovarsi un lavoro; in ogni caso basterebbe dire chiaramente a lezione che il libro non è un testo di riferimento ma parte integrante dell'esame, e che il materiale fornito è semplicemente un ausilio e che non deve essere considerato esente da errori e sviste.

In ogni caso i professori Osimo ed Impedovo hanno evidenziato una forte soddisfazione degli studenti relativamente all'uso dei Tablet PC in aula, anche se questo uso per il momento è risultato limitato a poche lezioni. La soddisfazione degli studenti verso questo strumento di didattica si può comunque notare anche nei commenti entusiasti e nelle lodi lasciate dagli studenti del professor Gobbino come commento all'intervista e all'articolo introduttivo sul suo lavoro.
Insomma, il progetto interno all'Università Bocconi è solo all'inizio, ma presto si mostrerà in tutta la sua importanza formativa, evidenziando come pochi docenti possano migliorare la propria professionalità e la soddisfazione-preparazione dei propri studenti con pochi, straordinari mezzi. Non posso che augurare buona sorte ai due professori ed offrire loro tutto il mio sostegno.

12 commenti:

Rudy ha detto...

I prof hanno paura a registrarsi durante la lezione. Ricordiamoci che molto spesso la competenza di un professore è molto profonda in determinati campi e framentata e lacunosa in altri. Sono tanti piccoli Sherlock Holmes: ignorano e vogliono ignorare quello che non è di loro competenza.
Una registrazione fornita da un professore, se non sbaglio, ha valenza legale poichè sarebbe fornita da lui stesso.
Siamo in Italia, i prof non vogliono perdere le loro posizioni ne tanto meno che si metta a rischio la loro reputazione.
Pensa che nella mia università ci sono professori che non vogliono che si audioregistri la lezione, figurati se la registrerebbero loro.

Guido Osimo ha detto...

Grazie mille al Custode per l'ottimo articolo! Ho trovato però poco centrato il titolo, anche perché in realtà le case produttrici sono state molto collaborative, e le perplessità riportate dal Custode nell'articolo sono quelle di alcuni nostri colleghi. Se fosse possibile cambiare il titolo, ve ne sarei grato.

Rassicuro Rudy: sono stato responsabile di un progetto di videoregistrazione di alcune lezioni di matematica (circa 20 ore), che sono ora disponibili online per gli studenti Bocconi.

Per ora non faremo una registrazione audio o video delle nostre lezioni con i tablet, ma solo per non mettere troppa carne al fuoco in questa prima sperimentazione. Ne riparleremo l'anno prossimo...

Michele ha detto...

Giacomo, il fatto che qualcosa si muove in Bocconi, anche tra difficoltà, va salutato comunque positivamente (il tuo titolo è abbastanza negativo).

Una richiesta: a chi secondo te si possono indirizzare question su OneNote? Per esempio io ho questa: se salvi in pdf perdi la quadrettatura: è possibile conservarla?
Ciao Michele

il Custode ha detto...

Ho cambiato il titolo, effettivamente era un po' negativo, ma mi era venuta in mente HP e i è scappato.

Per Michele: domande sui prodotti Microsoft si possono fare ai newsgroup italiani: http://www.microsoft.com/italy/communities/newsgroups/default.mspx

o anche su www.technologyquestions.com

Su questo secondo sito in particolare ho trovato la risposta alla tua domanda: è assurdo ma non si possono stampare le righe ed i quadretti
http://www.technologyquestions.com/technology/microsoft-onenote/285602-printing-template.html

luca ha detto...

a leggere questo articolo sembrerebbe che l'unico vantaggio dei tablet è quello di poter registrare le lezioni e metterle a disposizioni degli studenti assenteisti o svogliati.

personalmente non sento il bisogno di registrare una mia lezione. chi vuole sentirla venga in aula e prenda appunti, magari con un tablet pc. Sempre meglio che sprecare carta a danno delle foreste! con il vantaggio di poter organizzare gli appunti in breve tempo a tutto vantaggio della rielaborazione delle conoscenze.

E' giustificato il timore da parte dei prof. di registrare le lezioni. snatura la loro essenza.impone che vengano condotte secondo un rigido copione, senza spazio per l'improvvisazione, elemento essenziale nella ricerca didattica, per imprevisti dialoghi con gli studenti, per errori o imprecisioni che fanno parte del processo conoscitivo e di apprendimento e che una volta corretti aiutano la comprensione.
non vorrei che insegnare si riducesse a fare lezioni sul tipo dell'università uninettuno, quelle che la rai manda in onda la sera tardi......

gli insegnanti tengono interi corsi, non singole lezioni!!!!

i vantaggi del tablet sono altri; consentono al docente di padroneggiare una serie di strumenti didattici che fanno risparmiare tempo, non solo nella presentazione ma anche nella preparazione della lezione; strumenti più versatili, che aiutano la comprensione, aumentano la possibilità di manipolare, rappresentare e interagire con le conoscenze trasmesse.
penso soprattutto all'insegnamento della matematica e della scienza in generale.

insomma, questo articolo parte da un presupposto sbagliato.
forse i docenti che hanno proposto l'iniziativa non hanno le idee chiare su quali siano i veri vantaggi dei tablet.
uno fra tutti, il riconoscimento della scrittura e dei simboli matematici. ma ce ne sono tanti altri.

luca ha detto...

mi interesserebbe sapere dai docenti che hanno condotto la sperimentazione, quali tabet hanno trovato più funzionali allo scopo.
ad esempio quali hanno riconosciuto meglio la scrittura, quali non hanno manifestato troppi intoppi o caricamenti che rallentano le applicazioni, quali maggiore manegevolezza, facilità di uso, etc etc

Guido Osimo ha detto...

Luca sembra avere le idee molto chiare, il che in genere è una cosa che mi ispira diffidenza; ma potrei benissimo avere torto...

perché non ne parliamo? stai a Milano? ti è comodo venire in Bocconi? oppure proponi tu...

ciao!

luca ha detto...

direi di parlarne su questo forum!
comunque insegno nei licei e questo può spiegare la differenza dei punti di vista.
nelle scuole la didattica è centrale e non può essere ridotta ad un meccanismo preconfezionato. nelle università i docenti sono maggiormente impegnati nella ricerca e di solito trascurano la didattica. forse registrare e preconfezionare le lezioni con il tablet pc fa risparmiare tempo, ma non è il caso di giustificarsi con vantaggi didattici che sono dubbi.

i vantaggi didattici dei tablet sono altri e risiedono nella maggiore interattività e multimedialità.

chiaro che la mia è un'opinione.

a me interessava comunque un parere sui tablet utilizzati. sono in procinto di acquistarne uno.
sono orientato verso il lifebook t5010.
cosa ne pensate?

il Custode ha detto...

L'articolo non afferma assolutamente che l'unico vantaggio dei Tablet PC a lezione sia quello di poter fornire materiale aggiuntivo agli studenti.

I tablet a lezione sono uno strumento utile principalmente per il docente, che si trova aiutato e liberato da alcune limitazioni presenti nella normale accoppiata lavagna-powerpoint e possiede uno strumento che, usato in un certo modo, può rivoluzionare l'insegnamento (pensiamo ad esempo ad insegnamenti con feedback immediato nel caso in cui anche gli studenti abbiano un tablet).

In questo articolo ho dato enfasi alla parte di discussione del seminiario, parte che si è concentrata sugli aspetti secondari dell'uso del Tablet PC. Questo non vuol dire però che questi aspetti rappresentino l'unico vantaggio, anzi: al massimo sono solo una naturale conseguenza, in quanto se puoi registrare non c'è motivo per non farlo. Sono però stati gli aspetti più discussi, e quindi ho parlato di questo.

In ogni caso la registrazione non snatura la didattica o l'essenza dei professori, non lo obbliga a rigidità e non ferma i dialoghi con gli studenti. Registrare le lezioni deve essere qualcosa in più, ma la lezione non deve essere basata sulla registrazione. Insomma, non si sta facendo una lezione per poi metterla online, si fa una lezione per gli studenti presenti. Poi questi studenti se vogliono possono rivedersi la lezione, o meglio le immagini del proiettore e l'audio dell'aula, anche a casa una seconda volta per capire meglio alcuni passaggi, ottenendone evidenti vantaggi.
La lezione deve essere in aula: una registrazione non potrà mai sostituire un professore in carne e ossa (se il professore è bravo, conosco certe capre che non sono sicuramente preferibili ad una registrazione) esattamente come un esame a crocette od al computer non potrà mai mostrare la reale preparazione di uno studente come un esame a risposte aperte abbinato ad un orale, perchè il contatto e la possibilità di espressione è la base dello sviluppo e quindi anche della formazione di qualità.

Ale ha detto...

Mi fa piacere che in questo modo l'università "publicizzi" l'utilizzo di tecnologie come i tablet pc, ma credo che il vero vantaggio sia per lo studente: sono convinto che gli appunti digitali possono facilitare la rielaborazione di informazioni provenienti da argomenti e da corsi diversi, magari addirittura da anni diversi, e che spesso riguardano le stesse cose viste da punti di vista differenti (una più semplice archiviazione, uso di collegamenti, ecc..). E' quindi un aiuto nel lungo processo di assimilazione delle diverse conoscenze che dovrebbe essere il fine di un vero studente, che al di là della preoccupazione per il singolo esame miri ad apprendere veramente qualcosa.... da ex studente riconosco che spesso è utopia ma comunque è un aiuto in più in questa direzione, sopratutto al giorno d'oggi che le fonti di informazioni si sono moltiplicate.

Jacopo ha detto...

Salve! Sono uno studente Bocconi del primo anno e sto seguendo le lezioni del prof. Impedovo, quindi se interessa, posso dare il parere di chi riceve le informazioni con questa modalità.
Sto seguendo le lezioni di quattro corsi diversi, tra questi Matematica Finanziaria con tabletpc, e devo dire che l'utilizzo del tablet, e il successivo posting delle lezioni su internet, permettono di seguire la lezione concentrandosi solo sulla proiezione manoscritta. Sembrerà questa una cosa scontata, ma quando si segue una lezione prendendo appunti, ci si concentra contemporaneamente sul senso delle nozioni, su come il professore le stende sulla lavagna e su come riportare i concetti sui nostri appunti; l'uso del tablet permette di dedicare totale attenzione alla "lavagna", consapevoli che quei fogli, su cui stiamo seguendo, saranno messi in Internet, e varranno come appunti personali.

Così facendo la lezione si documenta da sola.

Nelle piattaforme Bocconi, in cui si trovano le lezioni via tablet, lo studente viene avvertito dal professore stesso che il materiale non costituisce "testo d'esame" ma un sussidio, un promemoria, un appunto della lezione, che non sostituisce in alcun modo il libro di testo, e può presentare anche errori proprio per la stesura diretta.

La vera potenzialità dello strumento è in realtà il poter concentrare il pensiero sulla logica della lezione e non sulla forma.

Luca afferma che le lezioni su tablet non danno "spazio per l'improvvisazione" al docente, ma credo che questa affermazione sia alquanto discutibile, poichè il professore, potendosi basare su "appunti potenzialmente comuni" può permettersi di spaziare tra gli argomenti ed integrare le lezioni con nozioni extra, evitando che gli studenti, prendendo appunti, non percepiscano la distinzione tra ciò che è prettamente attinente al programma, e ciò che invece integra la lezione.

Il montaggio successivo delle lezioni sarebbe un lavoro totalmente inutile, se non deleterio, poichè dietro ogni pagina virtuale, scritta durante la lezione, si sottende una logica che lo studente che ha seguito la spiegazione sa cogliere immediatamente, ciò permette di richiamare alla memoria con molta facilità l'argomento impartito in classe, con un vantaggio a livello di interiorizzazione dei concetti decisamente elevato.
A conferma di questo vi è il fatto che cercare di leggere i fogli digitali di una lezione che non si è seguita diventa molto laborioso.
Improbabile che uno studente tendente che non segue le lezioni utilizzi le pagine da tablet come materiale di studio per l'esame, sarebbe inutile. Jacopo

Giovanni Massaro ha detto...

Salve a tutti, un aspetto importante e a mio modesto giudizio fondamentale, è che tutti abbiamo velocità di apprendimento differenti in relazione alle differenti strutture mentali, cultura di base, capacità associative e di sintesi. La messa a disposizione della registrazione della lezione è come una livella che spiana (in parte) queste differenze , permettendo a tutti di far fluire i concetti alla velocità opportuna e quindi permettendo un maggior grado di ritenzione dei concetti esposti. Il soggetto protagonista deve sempre essere lo studente e non il professore. Il professore è uno strumento "sacrificato" al progresso di tutte le persone a cui rivolge i propri insegnamenti.
Nella scuola , secondo me , è questo il concetto da far prevalere. Saluti ed auguri sinceri a quei professori illuminati che trovano appagamento nel trasmettere sapere.