giovedì 13 novembre 2008

Tablet PC e docenti: intervista al professor Massimo Gobbino dell'Università di Pisa

Il professor Massimo Gobbino è professore associato presso l'Università di Pisa e docente nei corsi di Matematica I per Ingegneria delle Telecomunicazioni e Analisi Matematica II per Ingegneria Civile. E' uno dei pochissimi docenti in Italia ad usare un Tablet PC a lezione ed ha molto gentilmente accettato di farsi intervistare per spiegare in dettaglio come utilizza i Tablet PC a lezione.


Che modello di Tablet PC usa? Secondo che criteri lo ha scelto e quanti ne ha usati prima di quello attuale?

Uso un Acer C200. Prima ho usato un Acer C300 e un HP di cui non ricordo esattamente il modello, nel frattempo ho provato anche parecchi altri modelli. Dopo aver provato (prestato da un collega) l'Acer C200 mi sono convinto che era *in assoluto* il miglior modello per le mie esigenze.

Quello che rende questo modello unico è il particolare modo di passare in modalità tablet. Gli altri modelli richiedono di ruotare lo schermo di 180 gradi: in questo modo però quello che viene mandato al proiettore viene ruotato sotto/sopra. Per compensare, per quanto ne so io ci sono solo due modi, entrambi scomodi. Il primo modo (quello che si usa più frequentemente) consiste nel ruotare a sua volta il tablet di 180 gradi. In questo modo però ci si ritrova con il retro rivolto verso di sé, il che non sarebbe un male assoluto, se non fosse che nel retro spesso c'è inserito di tutto, dalle chiavi USB, al microfono, al cavo che va al proiettore, magari corto, che a quel punto diventa scomodo. Il secondo modo di compensare è di intervenire sul proiettore dicendogli di proiettare rovesciato. Questo però ha parecchi svantaggi: non tutti i proiettori hanno questa funzione, negli altri occorre comunque entrare nei menù (diversi da modello a modello) e non sempre nelle aule è possibile farlo senza far intervenire il personale tecnico, e comunque se si deve fare un uso misto tra modalità tablet e modalità laptop la cosa diventa ingestibile.

Nell'Acer C200 invece il passaggio da modalità laptop a modalità tablet avviene senza rotazione, ma facendo scivolare lo schermo sulla tastiera e tutti questi problemi semplicemente non ci sono. Ad essere onesti questo modello ha tanti piccoli difetti (immediatamente rilevati in alcune recensioni che ho trovato sul web), ma sono tutti irrilevanti per l'utilizzo a lezione.

Raffigurazione grafica della modalità di trasformazione del Tablet PC convertibile Acer C200
Una volta ho visto una collega con un HP in cui lo schermo si staccava e si poteva mettere accanto alla tastiera. Anche questo risolve perfettamente il problema. L'unico guaio è che pare che anche questo modello HP sia fuori produzione. (NdR: il Tablet PC visto dal prof. Gobbino è un HP tc1100 come quello che uso io, uscito di produzione nel 2005)

Il Tablet PC in Italia è di fatto uno sconosciuto. Come ha fatto lei a scoprirlo e come ha iniziato ad utilizzarlo a lezione?

Alla Facoltà di Ingegneria di Pisa il primo ad usare un Tablet PC è stato probabilmente il Prof. Stefano Giordano. Il suo esempio è stato presto seguito dal Prof. Sebastiano Francaviglia. Quando per caso mi è capitato di vedere il Prof. Francaviglia a lezione, sono stato folgorato dallo strumento, me lo sono fatto prestare e da lì ho iniziato ad usarlo.

E' stato difficile imparare?

Assolutamente no. Quando per la prima volta mi è stato prestato il tablet ho impiegato 10 minuti per vedere quali programmi utilizzare e come (Journal, Camtasia) e 10 minuti per capire come collegare il computer al proiettore (non l'avevo mai fatto). Dopo 20 minuti ho fatto la mia prima lezione registrata ed è stata un successone. È chiaro che poi con il tempo si imparano i trucchi del mestiere e si affina la tecnica. Ad esempio ora cerco di migliorare la gestione degli spazi sulla pagina, in modo da avere alla fine uno stampato che sia una dispensa.
Devo dire che alcuni giovani collaboratori, dopo avermi visto utilizzare il tablet, sono stati in grado *immediatamente* di utilizzarlo a loro volta per fare lezioni.

I vantaggi per gli studenti sono più che evidenti. Ma quali sono i vantaggi per lei come docente? In cosa il Tablet PC ha migliorato la sua esperienza di insegnamento?

Il Tablet PC a lezione mi ha cambiato la vita. Per capire come e perché conviene forse partire dai problemi che avevo con la lavagna classica. Io di solito ho un semestre didattico piuttosto intenso, e spesso in passato mi è capitato di dover fare anche 5 o 6 ore di lezione nello stesso giorno, il tutto di fronte ad un pubblico difficile (più di 100 studenti di ingegneria del primo anno, quindi mediamente irrequieti).

Potrà sembrare strano, ma questo comportava una certa fatica fisica, per non parlare del problema più grosso: tutta la polvere di gesso che si respira.

Ora con il tablet questi sono lontani ricordi: si fa lezione comodamente seduti, guardando in faccia gli studenti, si hanno a disposizione infiniti colori senza polvere e senza la fatica (ed il tempo perso) di cancellare. Anche gli studenti, che vedono meglio, seguono più facilmente e sono meno irrequieti.

Quali sono stati invece gli svantaggi? Ha avuto problemi o difficoltà nell'abbandonare la lavagna e nell'adottare questo strumento?

Nessun problema, rimpianto o difficoltà nell'abbandonare la lavagna, soprattutto perché in fondo non l'ho abbandonata, ma solo cambiata. Quello che ho veramente abbandonato è stato solo il polveroso gesso.

Difficoltà ne ho avute, ma tutte dovute alle pessime dotazioni delle aule in cui mi sono trovato a fare lezione. Se l'aula non e' dotata di videoproiettore, le cose iniziano a farsi complicate. Bisogna portarsi (e poi riportare indietro) uno zaino con il tablet, una borsa con il proiettore, qualcosa su cui sistemarlo, i cavi di collegamento e prolunghe elettriche per entrambi. Se poi per andare a lezione occorrono 10 minuti di bicicletta (o 30 a piedi) da casa o dall'ufficio, magari sotto la pioggia, capirete che tutta quell'attrezzatura diventa scomoda. Devo dire che fino all'anno scorso chi compilava l'orario non ha mai tenuto conto di questo tipo di esigenza. Quest'anno le cose sono parecchio migliorate: ho sempre un'aula con proiettore e l'unica cosa che devo portare da casa e' il tablet, che però sta comodamente in uno zaino. Accensione, collegamento, apertura dei programmi non prendono più di 5 minuti (e altrettanto per salvare tutto e chiudere).

Perchè non tutti i docenti usano il tablet?

All'utilizzo soft del tablet come sostituto della lavagna ho sempre sentito solo obiezioni di carattere logistico, del tipo bisogna avere il tablet e le aule attrezzate con i proiettori.

Molti colleghi invece farebbero molte più resistenze all'utilizzo hard, cioè con videoregistrazione e diffusione via web delle lezioni. Le obiezioni principali sono due. La prima è che se si vuole poi ritoccare la lezione bisogna perdere un sacco di tempo, mentre se si divulga la registrazione "live", come faccio io, ci vuole la mia faccia tosta per "fregarsene" di eventuali inevitabili imperfezioni, sbavature, errori. La seconda obiezione è del tipo "ma così facendo prima o poi qualcuno ti dirà che non servi più e basta il tuo DVD". Cosa rispondere? Chi dice e pensa così, in fondo sta ammettendo di fare un lavoro che potrebbe benissimo fare un lettore dvd da 50 euro!

Che programmi usa a lezione?

Poco o nulla: il Windows Journal come lavagna, ed il Camtasia Studio per registrare. Purtroppo il Camtasia Studio è un programma a pagamento, tuttavia il costo delle licenze per uso educational è più che onesto. Mi è capitato a volte di mostrare pagine web o file PDF. Altre volte nei corsi di analisi due ho usato qualche programma per mostrare grafici di funzioni di due variabili. Per l'uso dei programmi che richiedono input complessi è però fondamentale poter utilizzare la tastiera, quindi non essere in modalità tablet.

Utilizza il tablet anche al di fuori delle lezioni? Come e con quali programmi?

No, uso il tablet solo a lezione. Questo per due motivi, entrambi non dipendenti dallo strumento in sé. Il primo è che sono di una generazione abituata all'uso del computer, ma non abituata ad uscire di casa con il computer sotto braccio. Quello che voglio dire è che io uso il computer per internet, per video-scrittura scientifica (LaTeX) e poco altro, e sempre comodamente seduto alla scrivania, quindi non ho mai sentito l'esigenza del tablet al di fuori dell'ambito didattico. Il secondo motivo è che io sono affezionato ai computer Apple, e purtroppo questo produttore sembra non essere interessato a produrre un tablet (c'è anche una petizione sul web per provare a fargli cambiare idea).

Che tipo di risposta le hanno dato gli studenti rispetto a questa sua insolita modalità didattica? Vedendo il suo lavoro, qualche studente ha iniziato ad usare i Tablet PC a lezione?

Le influenze sugli studenti sembrano limitate. Un'unica volta ho visto uno studente a lezione con un tablet (un Acer C300), ma ce l'aveva già il primo giorno. Molti studenti hanno fatto domande su prezzi e hanno voluto vedere/provare. L'influenza c'è stata sugli insegnanti di scuola superiore: so di alcuni che, dopo avermi visto fare una conferenza in qualche scuola, o anche solo dopo aver visto le lezioni sul web, si sono comprati il tablet. Tornando alle reazioni degli studenti, vale la pena di segnalare una "lamentela" che ho avuto all'inizio: "Professore, io arrivo 40 minuti prima per conquistare il posto in prima fila, e con questo sistema quello in ultima fila vede bene come me. Non è giusto!". Sull'uso del tablet per prendere appunti non ho un'opinione ben precisa. Devo dire che, da quando faccio lezione con il tablet, almeno un 25% degli studenti non prende appunti. In fondo non posso dar loro torto: perché perdere tempo a ricopiare una lavagna che si può comodamente stampare dopo a casa? Questo atteggiamento forse è anche favorito della mia abitudine di scrivere sostanzialmente tutto quello che dico.

Che caratteristiche deve avere per lei il Tablet PC perfetto, e che modello consiglierebbe ad un docente che vuole iniziare ad usare il Tablet PC a lezione?

Ovviamente consiglierei il mio, ma purtroppo non lo fanno più! Gli altri che ho provato mi sono sembrati onestamente equivalenti. L'ideale è avere l'opportunità, come l'ho avuta io, di provarne un po' prima di fare la scelta definitiva. In ogni caso, se si vuole anche registrare la lezione, bisogna tenere conto che e' un'operazione dispendiosa per il computer: consiglio quindi tanta RAM, tanto spazio disco, ed una configurazione del sistema operativo minimale con meno roba possibile che gira (spesso del tutto inutile). Sempre per registrare, consiglio un buon microfono USB, di quelli con la cuffia stile call center: in questo modo si può tenere la cuffia al collo (e non sulla testa) e tirare su il microfono davanti alla bocca.

11 commenti:

ρïзrġïů ha detto...

Grazie infinite al professor Gobbino e al Custode :)
è stato un piacere leggere l'intervista, penso ancora unica nel suo genere!
Grandissimo lavoro di cui vi sono molto grato!
Saluti!

Gmrevo ha detto...

io per ora ho visto 3 prof che facevano lezione con tablet non mi ricordo i nomi ma sono tutti di matematica e lo visti al precorso a porta nuova

Anonimo ha detto...

Gobbino è senza dubbio un dei migliori professori universitari che si possono incontrare nella scalata alla laurea.Sembra nato apposta per insegnare, anche chi non lo ha personalmente lo conosce per la sua fama di ottimo insegnante.

Anonimo ha detto...

E bravo il nostro GOBBINO!!! 10+++++ piu in TUTTO. metodo di insegnamento, chiarezza, tablet :)
continua cosi!!!

Anonimo ha detto...

Se tutti i professori adottassero questo metodo sarebbe l' ideale per noi studenti, peccato che il professor Gobbino è più unico che raro, li piango tutti i giorni, mi piacerebbe tantissimo che tutti i professori adottassero questo metodo, ottimno ed infallibile, ancora complimenti al professor Gobbino

Gogo ha detto...

Ringrazio sentitamente il professore Gobbino.
Studiando dalle sue lezioni, molto chiare, precise e pratiche, tanti studenti che non frequentano il suo corso riescono ad avere un approccio migliore e più chiaro alla sua materia e a passare gli esami (alla fine quello conta).
Davvero, molte grazie.
Ci fossero più professori come lei!

Anonimo ha detto...

Grazie al prof Gobbino ho riscoperto la bellezza della matematica. Ci sono molti bravi professori ma molto pochi che sanno essere veramente degli insegnanti...

Anonimo ha detto...

Professor Gobbino... ministro alla pubblica istruzione!!! :):):):):)

Anonimo ha detto...

Brutalmente e rigorosamente ha sempre ragione

Corrado Tuccitto ha detto...

Salve caro prof. Gobbino io sono studente di Ing. Informatica dell'università di Catania, grazie a lei molti dei miei incubi sono svaniti nel nulla. Molti sono gli insegnanti in Italia ma pochissimi sono i veri Insegnanti come lei. Infatti insegnante è solo colui che sà e riesce a spiegare cose complicate con concetti semplici. Quello che dovrebbero capire i signori ministri della publica istruzione è proprio questo. La chiave per essere insegnante deve essere "saper spiegare concetti complicati con linguaggi e concetti semplici" e non è richiesto " il sapere da 110 e lode".
Se uno è scienziato allora vada a fare lo scienziato e non l'insegnante. Grazie di cuore prof. Gobbino le auguro tanto bene.

Botz91 ha detto...

Il miglior professore che abbia conosciuto è sicuramente il prof. Gobbino, per metodo di insegnamento e capacità di spiegare concetti difficili in modo semplice. Grazie davvero professore! Ce ne fossero come lei! PS: Dopo aver seguito le sue lezioni online mi sono comprato un Tablet PC :)